Trading discrezionale vs trading algoritmico
Il trading discrezionale e quello algoritmico sono due metodi diversi per negoziare sul mercato finanziario.
Il trading discrezionale implica la decisione umana sull’acquisto o la vendita di uno strumento finanziario, basata su analisi personali e valutazioni. Il trading algoritmico, d’altra parte, utilizza un software automatizzato per prendere decisioni di trading sulla base di regole prestabilite.
Ma quali, in sintesi, i pro ed i contro d’entrambe gli approcci al trading:
Pro del trading algoritmico:
- Rispetto delle regole: gli algoritmi sono programmati per seguire regole rigorose, eliminando l’impatto delle emozioni sulla negoziazione.
- Velocità di esecuzione: gli algoritmi possono eseguire molte operazioni in un breve periodo di tempo, catturando opportunità che potrebbero sfuggire a un trader manuale.
- Backtesting: è possibile testare l’algoritmo sui dati storici per valutare la sua efficacia prima di implementarlo sui mercati.
Contro del trading algoritmico:
- Dipendenza dalla tecnologia: gli algoritmi sono vulnerabili alle interruzioni tecniche e alla latenza di rete.
- Limitazione: gli algoritmi sono programmati solo per eseguire un determinato compito, rendendoli vulnerabili alle incognite del mercato.
- Costi elevati: lo sviluppo di algoritmi di trading personalizzati può essere costoso.
Pro del trading discrezionale:
- Flessibilità: il trader ha la libertà di prendere decisioni in base all’analisi del mercato in tempo reale.
- Conoscenza del mercato: il trader che basa le sue decisioni sul proprio giudizio ha una maggiore comprensione del mercato rispetto a un algoritmo.
- Opportunità di guadagno uniche: il trader discrezionale è in grado di identificare opportunità di trading uniche che potrebbero non essere disponibili per gli algoritmi.
Contro del trading discrezionale:
- Emozioni: le emozioni come la paura e la gioia possono influire negativamente sulle decisioni di trading.
- Eccessivo lavoro manuale: il trading discrezionale richiede molto tempo e fatica per analizzare il mercato e prendere decisioni informate.
- Soggettività: le decisioni del trader sono soggettive e possono essere influenzate da fattori esterni. Un modello di trading ibrido che combina elementi sia del trading algoritmico che del trading discrezionale, può offrire i vantaggi di entrambi i modelli e ridurre i rischi.
Considerato ciò, cerchiamo di capire come sia possa giungere ad un modello d’operatività di trading “automatizzata”.
Ebbene, i cosiddetti Expert Advisor (EA) non sono che plugins software i quali, qui riferendosi ai sistemi più in voga, possono essere installati nella MT4/5 (Metatrader 4/5), la piattaforma più utilizzata dai trader del globo per agire sui mercati.
Detti EA possono essere poi attivati per eseguire operazioni di trading automaticamente, basate su una serie di regole prestabilite, tradotte in configurazioni e settaggi, finalizzate a cura e gestione del rischio, piuttosto che alla stessa collocazione degli ordini.
L’automatizzazione algoritmica, consente peraltro strategie di trading definite HFT (High Frequency Trading), enormemente sviluppatesi in questi ultimi anni, per le quali la successione degli ordini è così rapida da essere impossibile da realizzare per un umano.
Si tratta quindi dell’implementazione di sofisticate tecniche d’ingegneria software integrate ad alti skills di trading puro, per costruire veri e propri (ro)bot, a cui stili operativi gli stessi andamenti dei mercati reagiranno nel tempo, perché con essi introdotte “armi di negoziazione” prima sconosciute, ambite da piccole e grosse istituzioni, che governano la guerra dei mercati finanziari.
Ma, come ottenere un Expert Advisor?? E come utilizzarlo?
E’ possibile scegliere tra diverse opzioni: commissionare un progetto personalizzato ad esperti programmatori, ovvero acquistare o noleggiarne di precompilati.
Accanto a ciò, dovrà valutarsi l’opportunità d’usufruire di coaching specialistico, al fine ottimizzare curve d’apprendimento software, certo ostiche per trader neofiti.
In ogni caso, qualsiasi sia il ruolo rivestito in un ambito tanto complesso ed avanguardista, è necessario valutare bene proprie capacità, conoscenze, ed obiettivi soprattutto, per scegliere le soluzioni più adatte e redditizie.
Peraltro, il mercato offre diverse opportunità, anche riservate all’investitore retail che, nel partecipare ai mercati finanziari, desiderasse diversificare, affidando parte delle proprie risorse ad asset la cui gestione fosse automatizzata.
Tornando al confronto delle due modalità di trading, tuttavia, probabilmente “in medio stat virtus”.
Una combinazione di trading manuale e algoritmico, potrebbe essere la soluzione ideale per sfruttare i vantaggi di entrambi i modelli, minimizzare i rischi e massimizzare le opportunità di successo.
Non dimentichiamo che la robotizzazione dei processi consente di migliorare la produttività, permettendo agli esseri umani di concentrarsi su attività più creative e a maggior valore aggiunto, per cui egli non potrà mai essere sostituito da un robot.
Ad esempio, chi già fosse un trader potrà utilizzare un algoritmo per eseguire operazioni automatiche in base a una strategia prestabilita.
Ciò automatizzando le attività di routine, come l’esecuzione di ordini di stop-loss o di take-profit, la gestione del Money Management, e tanto altro ma, pur sempre mantenendo capacità di “intervento manuale”, da destinare all’ottimizzazione dei rendimenti, ed alla protezione dei fondi, in caso di inversione dei trends del mercato.
Capacità discrezionali dunque, consapevoli, fatte d’un intuito ed una percettività squisitamente umanoide, integrata alle capacità di potenza e d’elaborazione d’un robot, i cui algoritmi siano stati convenientemente progettati, e poi configurati.
Aprirsi all’utilizzo di detti algoritmi, presuppone in ogni caso di cogliere opportunità che, già nel presente ma, ancor più nel medio termine, faranno la differenza nel fare trading, come nel fare profitti.
Ciò a maggior ragione, se si considerasse l’incalzare delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale (AI).
L’AI è ormai arrivata al trading, ed avrà un ruolo sempre più importante nella progettazione di Expert Advisor, fornendo nuove opportunità per automatizzare e ottimizzare le attività dei traders.
Essa, di fatto, può essere utilizzata in molte fasi diverse nella progettazione di un Expert Advisor (EA) quali l’analisi dei dati, il backtesting sullo storico, l’ottimizzazione delle strategie, il monitoraggio in tempo reale, il Risk Management e tanto altro.
Siamo dunque al cospetto d’un settore, quello del trading che, ai vertici delle economie globali, forse più di altri è destinato a risentire dell’evoluzione scientifica e tecnologica, spesso rendendo obsoleti approcci che non considerino l’utilizzo di sofisticati strumenti disponibili, utili ad ottimizzare performances e rendimenti.
Stare al passo è importante a nostro parere, dotarsi di conoscenza e strumenti è meglio, consapevoli nel presente e già con un piede, ben saldo, nel futuro.